Biografia

Quando a 16 anni ho cambiato orientamento scolastico e dal liceo scientifico sono passata al liceo artistico, credevo di essere rinata. Non mi sembrava possibile studiare felicemente. In quel periodo realizzai con successo le mie prime opere di scultura e di pittura su seta. I professori compresero la mia propensione e mi consigliarono di continuare.

Dopo la maturità, non avendo ancora le idee chiare sul mio futuro, decisi di studiare pubblicità poiché allora, negli anni Ottanta, queste erano famose per la loro inclinazione alla creatività e per le buone retribuzioni.

Le mie riflessioni durarono più di quanto potessi permettermi per iscrivermi ad un corso universitario e infine la scuola di stampa e pubblicità che accettò la mia domanda, nonostante il tempo inoltrato, era a Parigi. Mi trasferii. Dopo due anni andai a Lille per frequentare la scuola di Belle Arti e capii che disegnare era la mia unica passione.

Anche i professori iniziarono a catalogarmi come artista e non più come grafica. Così cominciai a dipingere per guadagnarmi da vivere. Finiti gli anni della formazione decisi di trasferirmi in Italia, paese della mia gioventù e, quasi per necessità, lavorai qualche anno a Milano in diverse agenzie pubblicitarie, ma ben presto mi stancai di quell’ambiente. Mi resi conto che le mie esigenze erano altre. Il tempo libero lo passavo dipingendo su seta o disegnando su carta con i pochi colori che potevo permettermi all’epoca.

Nel 1989 la Rinascente mi assunse come Visual Merchandiser ma dopo dieci anni e tre figli, diedi le dimissioni e cominciai a produrre autonomamente.

Partecipai ad alcune mostre collettive e una giovane curatrice mi affiancò per qualche anno nel mio percorso organizzando le prime personali. Quando rimasi incinta del terzo figlio abbandonai la pittura su seta perché i prodotti che usavo erano tossici per la gravidanza, così per qualche anno dipinsi con l’acrilico sui muri e sul legno. Continuai ad esporre e a lavorare come libera professionista quando l’impegno di madre ed educatrice dei miei figli me lo consentivano.

Oggi la mia ricerca continua e non si arresta. La maturità che ho raggiunto mi permette di portare avanti il mio impulso creativo nonostante la difficoltà di essere artisti in questo mondo.

Marzo 2010 Giuseppe Parisi (critico d’arte) scrive a proposito di Babs Lecoq

“La vitalità espressiva di Babs Lecoq, nasce da una sensibilità ricca, da una forte ricerca interiore che s’attua in un posto stilistico di due mondi: l’Oriente e l’Occidente. Nella sua produzione artistica è presente il mondo pulsante delle chiese e delle case dell’Oriente cristiano e i minareti e le mezze lune, sogno e realtà di un mondo islamico puro.

Il suo segno, forte di queste basi, diventa libero, circolare come una sonda congiunta al colore, vero collante dei due mondi succitati. Proprio al colore l’artista affida il compito di sublimare la realtà con una forte disposizione all’arcano e al mistero. Questa tensione artistica all’approccio dei due mondi genera espressività lieve, ma anche matura in un dinamico “gioco” di segni e tonalità che cresce, in alcune sue opere, senza alcuna riserva. A ben guardare, l’artista lavora in un tentativo d’integrazione tra due sponde poiché ritiene che le case con tinte varie, gli alberi – umani con forme diverse, i cieli densi e corposi della notte dei tempi – siano simboli diversi ma frutto dello stesso amore che nutrì l’universo, il primo giorno della sua nascita. Nella pittura di Babs lecoq ci sono richiami alla pittura del russo W. Kandinskij (pre-astrattista), all’arte africana, ai segni elementari dei bambini con un gusto “naif” e colmo di stupore con lo sguardo “buono” dell’uomo, mai il suo egoismo. Insomma, una pittura è viva se ricerca una possibilità d’intesa comune, questo sembra dirci l’artista; l’arte è messaggio di pace e d’equilibrio se racconta la forza dell’integrazione tra “umori” diversi, questo è il profondo augurio di Babs Lecoq.”

BabsLecoq